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Nuovi format, shop in shop, temporary store:
l’innovazione nel retail attraverso i sette progetti di
“Temporary Space & Exhibition Design”, la terza edizione del corso
di Alta Formazione di  POLI.Design - Consorzio del Politecnico di Milano
dedicato agli spazi retail temporanei ed espositivi.

 

Esprimono funzioni di vendita, comunicano prodotti, valori e cultura d’azienda e favoriscono la creazione di un’attiva relazione con il pubblico: sono i nuovi punti vendita temporanei e gli spazi espositivi innovativi progettati nell’ambito della terza edizione “Temporary Space & Exhibition Design” di POLI.design – Consorzio del Politecnico di Milano del corso di Alta Formazione dedicato all’ideazione e progettazione di spazi commerciali temporanei e di  spazi espositivi, che oggi rappresentano la punta più avanzata dell’evoluzione del retail.
I 7 concept innovativi elaborati in base ai brief indicati dalle sette aziende Sponsor Accademici del corso sono stati presentati l’11 febbraio a POLI.design.

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A questa edizione di “Temporary Space & Exhibition Design, il primo corso di Alta Formazione dedicato a questi settori,  hanno partecipato 38 progettisti selezionati, provenienti anche da Brasile, Portogallo, Spagna, Colombia e Sri Lanka, che hanno usufruito di Borse di Studio messe a disposizione da Partner e Sponsor Accademici.

Supporto e know-how per l’innovazione da Partner e Sponsor Accademici
Il corso ha avuto infatti il supporto e il contributo di know how dei Partner Accademici Publistand, Standitalia e Standgreen, che operano nel settore degli allestimenti fieristici e delle architetture temporanee, e degli Sponsor Accademici Unicredit, Dada Cucine, Cesana, Foresti Home Collection Group, PreGel, Agugiaro & Figna Molini e Argenta, aziende attente, nei diversi ambiti di attività, all’evoluzione dei linguaggi del retail e al crescente ruolo del design.
Il corso ha inoltre il patrocinio di AssoTemporary, AEFI (Ass. Esposizioni e Fiere), AIPi (Ass.Italiana Progettisti d’Interni) e ADI ( Ass. per il Disegno Industriale).  

Temporaneità, trasformabilità, trasferibilità e il nuovo rapporto con i consumi
“Temporaneità, trasformabilità e trasferibilità delle strutture e dei format sono concetti oggi di grande rilievo nel mondo del retail, e di grande potenziale sia nelle strategie commerciali delle aziende, sia dal punto di vista dell’evoluzione dei linguaggi progettuali, sia nella costruzione del rapporto con il pubblico a cui il punto vendita o lo spazio espositivo si rivolge. - afferma  Nicola R. Ticozzi, direttore dei corsi Design Experience di POLI.design – Saper esprimere questi temi chiave nei progetti richiede una formazione specializzata e una visione ampia della trasformazione di questi settori, e i progettisti che saranno in grado di padroneggiare queste competenze potranno interpretare le esigenze di innovazione del mercato, in sintonia con la missione di POLI.design, “cerniera attiva” tra ricerca, formazione e aziende.”

160 ore di lezioni frontali, educational tour guidati dai docenti e 7 Project Work innovativi.
Il corso di “Temporary Space & Exhibition Design – Design per l’innovazione di spazi espositivi e temporanei” si è sviluppato dal 17 gennaio all’11 febbraio 2011,  e ha previsto 160 ore di lezioni teoriche tenute dai docenti specializzati del Politecnico di Milano e da professionisti affermati nelle discipline che oggi costituiscono la formazione indispensabile dei nuovi specialisti, esercitazioni e visite condotte dai docenti agli spazi commerciali più innovativi di Milano e a manifestazioni fieristiche.
Il corso ha analizzato tutti i temi, sotto il profilo progettuale, tecnico ma anche dell’evoluzione dei linguaggi estetici e delle tendenze di consumo, necessari per comprendere e  interpretare il cambiamento.

Sette concept ad alto contenuto di design e di cultura del prodotto
Al termine delle lezioni, divisi in 7 gruppi di lavoro, con la guida dei docenti Gianpietro Sacchi e Andrea Manfredi e coordinati dall’architetto Barbara Bisconcini San Cristoforo, i 38 progettisti, provenienti anche da Brasile, Portogallo, Spagna, Colombia e Sri Lanka, hanno elaborato altrettanti concept studiati sulle specifiche esigenze di comunicazione, di logistica e di rapporto con il pubblico  delle aziende Sponsor Accademici.

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“I settori del Temporary Retail e dell’Exhibit Design condividono diverse importanti  tendenze di evoluzione progettuale, ma hanno anche aspetti specifici molto distinti.– spiega Gianpietro Sacchi, coordinatore e docente del corso – Queste differenze  sono ben visibili nei sette progetti elaborati, che sono stati sviluppati a partire da brief precisi degli Sponsor Accademici mirati alle loro esigenze di strategia e comunicazione. Per queste ragioni sono molto preziose le diverse professionalità dei progettisti che compongono i gruppi di lavoro,  e soprattutto la collaborazione attiva con le aziende, che contribuiscono con la loro esperienza del mercato ad incanalare la ricerca nella miglior direzione. Il supporto delle Aziende Sponsor va oltre il finanziamento delle Borse di Studio per i progettisti, perchè comporta anche la trasmissione di competenze molto importanti per la riuscita del lavoro. “

“I progetti sono stati elaborati in tempi molto brevi, al termine del ciclo di lezioni frontali, ma sono tuttavia perfettamente realizzabili e aderenti alle esigenze del  mercato. - approfondisce Andrea Manfredi, coordinatore e docente del corso – A questo scopo i progettisti hanno avuto il supporto, nella fase di Project Work,  dei Partner Accademici Publistand, Standitalia e Stand Green, aziende specializzate nella produzione di allestimenti, che hanno attivamente affiancato i gruppi nella preventivazione dei costi e nelle verifiche di realizzabilità, esattamente come avviene nella realtà, nel lavoro di un professionista. E grazie a questa collaborazione, le aziende Sponsor Accademici hanno a disposizione anche i capitolati dei progetti, coerenti con le esigenze di budget espresse nei brief.”

 

6primi

Shop in Shop Project per DADA   del gruppo  6Primi
(Arnau Miquel Amengual, Luca Guzzetta, Ilaria La Manna, Davide Reina, Rosa Topputo, Valentino Zanin)

Il concept dello shop in shop per Dada è stato progettato, secondo il brief, come luogo di scambio fra i valori reali e materiali di Dada e le emozioni dei clienti, da situare all'interno di un negozio multimarca su una superficie di 150mq.
L'esposizione è rivolta a diverse tipologie di pubblico,  con passione per la qualità e il design di alto livello, sensibili ai valori Dada: tecnologia presente senza invasione, passione per la cucina e  personalizzazione, riassumibile nella frase del filosofo francese Edgar Morin “Il tutto sta nella parte che sta nel tutto”
I frequentatori dello spazio hanno la possibilità di esaminare e osservare realmente le cucine Dada in tutti i loro aspetti, tecnologia, materiali, tattilità e passione, e nello stesso tempo sono invitati a percepire l'azienda come mezzo di scambio di valori socio-culturali e non solo produttivi: la qualità dei prodotti come sintesi di esperienza sul mercato e specchio dei cambiamenti di stili di vita.
Il progetto prevede un centro, un cuore-fulcro, espressione dei “Valori Dada”, intorno a cui si sviluppa, attraverso un percorso, un allestimento semplice ma ricco di domesticità.
Lo shop in shop presenta quattro tipologie e combinazioni diverse di cucine.
Una è allestita all’interno del “fulcro”, e le altre tre nello spazio circostante, a cornice. A queste sono stati associati temi diversi della vita quotidiana e differenti target: la famiglia, i giovani, la coppia.
La famiglia, come espressione del bisogno di funzionalità e praticità. La cucina è vissuta come luogo centrale e nevralgico della casa a tutte le ore del giorno e con funzioni diverse.
I giovani, come espressione dei momenti di festa con le relative necessità di  tecnologia e solidità.
La coppia, come espressione di eleganza ed intimità.
Questi tre temi sono proposti nell’allestimento attraverso oggetti e suoni che richiamano il nostro vivere quotidiano, come voci di bambini, rumori di piatti, o il rumore dell'acqua che bolle...
I tre allestimenti si riflettono sulle superfici specchianti del “fulcro” a simboleggiare il continuo scambio tra ciò che è realtà e ciò che è aspirazione, rappresentando la cucina Dada non solo come bisogno, ma come desiderio.
Il “fulcro” è inteso anche come luogo di scambio culturale, all'interno del quale possono essere ospitati eventi di vario genere: arte, cinema, food, design, meeting, fashion e digital projection. Il concept diventa  così un mezzo per entrare nelle varie città e nazioni attraverso la cultura, l’arte e l'alta qualità.
Il “fulcro” è realizzato come una tensostruttura composto da quattro sezioni in tubolare di allumino, e da una membrana tessile elastica in PVC specchiato con pavimentazione personalizzabile.
Sulla parete di fondo è installata una cucina Dada, di colore bianco, che sarà così al centro di tutte le manifestazioni e degli eventi, attore principale di un grande spettacolo emozionale.
Il fulcro con la sua tecnologia, riflesso della tecnologia Dada, è facilmente trasportabile, modulabile  trasformabile e flessibile.
L'intero allestimento è stato progettato per integrare la comunicazione dell'azienda, in modo non solo grafico, ma esperienziale e interattivo.
E’ uno spazio flessibile, facilmente adattabile alle necessità di allestimento dei negozi multimarca, che avrà la libertà di organizzare eventi e scegliere la disposizione spaziale e gli orari di apertura nelle diverse città dove lo shop in shop sarà presente.

 

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moodesign

Spazio espositivo e nuovo concept per AGUGIARO & FIGNA MOLINI del gruppo  MoodeSign
(Francesca Bocchi,  Giovanna Casula, Fernanda Cesareo, Giovannella Gaetani d’Aragona, Mimma Morelli)             

 

Lo stand fieristico per l’azienda Agugiaro & Figna Molini è stato immaginato per l’esposizione alle fiere Tuttofood o Host che si svolgono a Fiera Milano nel 2011.
Lo stand espositivo ipotizzato, di dimensioni di ml 15x8, con un lato lungo chiuso, è localizzato nella metà di una postazione ad isola, e si rivolge ad un target di visitatori professionali, gestori e proprietari di locali pubblici, rivenditori di prodotti alimentari, catene di distribuzione, giornalisti, aziende di contract e arredamento per punti vendita.
L’obiettivo dell’azienda Agugiaro & Figna Moliniè valorizzare le due linee di farine specializzate Le Sinfonie per pasticceria e Le 5 Stagioni per pizzeria, che esprimono l’attenzione dell’azienda all’evoluzione del mercato guidata dall’attività di ricerca e sviluppo. Lo spazio prevede il co-marketing con PreGel, leader al mondo nei prodotti per gelaterie.
Nello stand sono riprodotti due nuovi concept “Plus – Pastry & Gelato” e “La Sartoria - Pizza e Gelato”, che riflettono la filosofia dell’azienda, attenta all’innovazione e al design.
“Plus – Pastry & Gelato”, locale progettato dal gruppo Design Addicted nell’ambito del corso Food Experience Design, di POLIdesign (www.foodexperiencedesign.it), è il concept di un punto vendita pasticceria. Il concept “Plus – Pastry & Gelato” è stato ristudiato e coordinato  a  “La Sartoria - Pizza e Gelato”, concept ideato ex novo di un punto vendita per la produzione e il consumo di pizza e gelato, rivolto al mercato internazionale.
Nello stand fieristico sono presenti due aree distinte e indipendenti, che si snodano asimmetriche rispetto al lato lungo. I concept sono però espressione  della stessa filosofia aziendale e hanno in comune la reception centrale, punto di impatto visivo, che i riassume i temi dei due concept. Entrambi infatti intendono esaltare i concetti di italianità, artigianalità e innovazione, coerentemente con l’immagine delle farine di Agugiaro & Figna Molini.

Plus – Pastry & Gelato” è una pasticceria innovativa pensata per esprimere l'artigianalità caratteristica del made in Italy, permettendone però la replicabilità richiesta ad un format internazionale. Punto di forza è la possibilità di personalizzazione dei dolci offerti, creati da un maestro pasticcere davanti al cliente, attraverso una combinazione di 7 prodotti di pasticceria più 7 gelati o gelati dessert, più 7 combinazioni di guarnizioni, per avvicinare un pubblico il più possibile ampio. Oltre alla classica apertura diurna con consumo in loco slow e fast è prevista la presenza di un take away direttamente su strada e un servizio di delivery a domicilio dopo l'orario di chiusura. Per ottimizzare il servizio è stata inserita una macchina automatica di design (Kobalto 5 IN di Necta) che minimizza i costi permettendo di offrire gratuitamente bevande calde ai clienti. All'interno del concept sono stati inseriti richiami comunicativi alla preparazione dei prodotti ed alle loro caratteristiche, coerenti con l’immagine coordinata, che evidenziano il ruolo della farina nella produzione dei dolci, visibile direttamente attraverso una ampia finestra sul laboratorio.
 “La Sartoria - Pizza e Gelato” è una pizzeria-gelateria di nuova concezione dove, oltre ad offrire la possibilità di degustare pizza e gelato insieme, si sottolinea l’importanza delle materie prime di qualità, da lavorare nel rispetto dei tempi necessari: due elementi imprescindibili per ottenere la massima qualità in due prodotti italiani, come la pizza e il gelato, conosciuti in tutto il mondo.
La forte identità dei prodotti puri, pizza rossa o bianca e gelato alla crema o alla frutta, permette di essere declinata diversamente nel tempo e nei diversi Paesi nel mondo.
I due prodotti vengono qui personalizzati,  come un vestito tagliato e cucito su misura, “customizzati” con l’uso di prodotti freschi, italiani o tipici dei Paesi che ospiteranno i punti vendita, che il consumatore trova esposti separatamente in appostiti frigoriferi.
La personalizzazione è uno dei punti forza dell’accostamento pizza-gelato, dolce-salato, caldo-freddo, che permette anche il consumo dei prodotti nelle 24 ore, suggerito dall’orario continuativo del servizio nel punto vendita.
Il format permette anche di assistere alla preparazione della vera pizza italiana attraverso il laboratorio a vista e del vero gelato italiano attraverso l’osservazione della fase di mantecazione.
Una grafica elegante comunica i concetti chiave e ripete il mood in tutto il punto vendita.
La Sartoria pone l’accento, in un parallelismo concettuale con l’abito sartoriale, sull’estro e sulla cura, tipiche italiane, che ne permettono la qualità.
Il packaging scelto, cappelliere impilabili per le pizze da asporto, il ditale per le coppette gelato, la borsetta per il gelato da asporto, gioca sull’analogia e diventa l’allestimento per lo stand con le cappelliere che calano dal soffitto e vengono esposte in vetrina.
Le basi per il gelato sono firmate da PreGel, prodotti fondamentali di partenza (al latte per la crema, al limone, allo yogurt per il gusto alla frutta e alla soya per una variante light), a cui aggiungere i diversi sapori per realizzare un gelato artigianale di qualità.
I macchinari di lavorazione del gelato sono le GX4 di Frigomat, mentre le impastatrici e i forni per la preparazione artigianale della pizza, inseriti a vista nei laboratori, sono di OEM-ALI.
Il caffè può essere servito grazie a macchine automatiche Argenta e le sedie, intorno ai grandi tavoli, che ospitano più persone e invitano alla convivialità, sono le Hit di Lamm.

 

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cigusta

Temporary shop  CI GUSTA! del gruppo  Casualmente
(Susanna De Besi, Lara Mancini, Elisa Samsa, Noemi Bertulessi, Michela Luppi)

‘”Ci gusta! The italian food experience” è un concept dedicato ad nuovo modo di fare e distribuire gelato.
E’ un temporary shop situato in via Solferino, zona Brera, a Milano, un format esportabile anche all’estero, quindi necessariamente modulare e ripetibile, che ha l’obiettivo di esprimere valori d’innovazione e sostenibilità.
Lo spazio di 60mq, alto 4m, ha come filo conduttore l’atmosfera naturale: l’effetto legno rovere a parete e a pavimento, il legno naturale delle panche e delle librerie, i colori delle terre, i neutri delle pareti, le trasparenze dei vetri e dei dispenser, il bianco delle nuvole, gli azzurri presenti nel logo, accolgono chi entra nella nuova esperienza.
Il cliente può scegliere la formula del consumo take-away, consumo veloce con sosta nell’area cassa o nell’area di transito, o consumo lento, nell’area più lontana dall’ingresso con sedute comode.
L’area di distribuzione che offre gelati, yogurt, waffels, creme, fredde e zuppe, e l’area del magazzino di stoccaggio sono concepite come un unico blocco alto 2,40m. ruotato rispetto l’asse centrale del negozio; sopra questo volume si trovano le lampade-nuvola di carta che ricreano l’effetto del cielo mediterraneo.
Dietro il bancone è prevista una parete trasparente, che non nasconde ma impedisce l’accesso ai non addetti, oltre cui l’operatore confeziona il gelato tenero dalle macchine Kikka3 di Frigomat, lasciate a vista, e lo decora con i topping freschi.
La formula ‘all you can eat’ è declinata per l’occasione in ‘all you can top’,  e rappresenta un nuovo modo di personalizzare in autonomia il proprio gelato sperimentando, ripetutamente, i diversi gusti dei toppings secchi.
Il dispenser dei topping, composto da otto coni trasparenti calati dall’alto, la “topping station”, è visibile in vetrina come oggetto iconico del nuovo servizio.
I menù considerano le diverse fasce di età a cui Ci gusta! si rivolge, e propone  combinazioni di prodotti diversi a prezzi convenienti, menù per bambini, composti da un gelato, un gioco e una sorpresa,  e menù dietetici che abbinano al consumo l’informazione sui valori nutrizionali e l‘alta qualità del prodotto made in Italy. E’ “the italian food experience”.
La qualità e lo stile italiano si esprimono nell’area di consumo lento, dove le librerie ospitano volumi di letteratura italiana classica e moderna, di design, di arte e quotidiani nazionali: è “the italian book experience”.
Food morning!, Food afternoon!, Food evening! sono gli slogan che comunicano l’apertura dello spazio per tutto il giorno, e l’invenzione del gelato alcoolico fornisce l’occasione per l’esperienza dell’happy hour in un ambito nuovo.
I materiali del packaging sono in polpa di canna da zucchero Solia per rispondere all’esigenza di sostenibilità.
La comunicazione Ci gusta! è costituita da un logo luminoso sulla parete prossima alla vetrina a cui sono affiancati i simboli dei prodotti, le loro combinazioni nelle aree di consumo
Alcune scritte evocative suggeriscono la filosofia di questo nuovo spazio e la carta da parati beige ripete all’infinito il simbolo del gelato tenero.
Per l’immagine coordinata sono state progettate tovagliette di carta per il menù bambini, brochure con i valori nutrizionali e le caratteristiche dei prodotti, segnalibro sul cui retro trovano spazio ricette della tradizione italiana e magliette dedicate sia agli operatori che destinate alla vendita.

 

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temporary freaks

Installazione per GRUPPO ARGENTA del gruppo Temporary Freaks
(Andrès Alvarez, Gemma De Maio, Giovanna Allara-Perla, Giovanni Lazzati, Giuseppe Greco, Niroscia Pagano)                   

Argenta è l’azienda leader nel mercato della distribuzione automatica e semiautomatica, con 20 sedi operative sul territorio nazionale, 1.300 collaboratori e 74.000 clienti che registrano oltre 2 milioni di consumazioni al giorno. Il brief fornito al gruppo di lavoro prevede  la progettazione di un’area break indoor innovativa e confortevole al fine di creare ambientazioni che possano contribuire a migliorare gli ambienti di lavoro e l’efficienza della produttività.

I due concept sviluppati intervengono sull’area di ristoro POLI.design, di circa 10 mq.

Il primo progetto, “Linea Caffè”, prevede una struttura contenitiva dal design moderno e modulare che si integra perfettamente con gli spazi circostanti.
La struttura avvolge i distributori automatici, e crea con la sua sinuosa linea comode sedute e mensole di appoggio. Un pannello retrostante favorisce l’interazione con l’utenza grazie ad un monitor, musica diffusa, un portariviste e un pannello multi-presa, a disposizione dei clienti, per poter ricaricare i propri accessori hi-tech. E’ previsto inoltre un modulo per la raccolta differenziata completo di un compattatore manuale per bottigliette di plastica e lattine, valorizzato da un pannello in plexiglass retroilluminato personalizzabile con brand e immagini aziendali.

La linea avvolgente permette diverse composizioni, anche su due fronti, grazie alla sua modularità, e garantisce non solo una facile installazione e un’agevole pulizia, ma anche la customizzazione nei colori e nella grafica. La struttura è realizzata in profilati di alluminio e contiene elementi trasparenti (pannelli plastici con anima alveolare) oppure opachi (legno tamburato laminato). La linea continua idealmente anche a pavimento, con una striscia autoadesiva personalizzabile con il brand dell’azienda.

Il secondo concept, “Cubo Caffè”, nasce dall’idea di creare una struttura modulare e componibile per realizzare soluzioni personalizzate e su misura per ogni cliente e per ogni tipo di spazio.
I cubi, realizzati con struttura portante in profili di alluminio, hanno diversi rivestimenti: pvc, legno tamburato laminato, pannelli plastici con anima alveolare, plexiglass con effetto tridimensionale.
A seconda delle funzioni il cubo si converte in cubo-monitor, cubo-portariviste, cubo-musica, cubo-multipresa, cubo-compattatore, cubo-seduta, cubo-mensola, cubo comunicazione, cubo-luce, cubo porta piante, ed altre soluzioni studiate per le diverse esigenze aziendali.

I cubi possono essere integrati ai distributori automatici in un numero infinito di soluzioni, creando di volta in volta delle sedute, delle mensole d’appoggio o degli spazi funzionali. Oppure possono essere impilati a totem, in una colonna multifunzionale autoportante monolitica che interagisce con l’utenza e richiama da lontano la presenza di un’area break. Il concept è caratterizzato da: semplicità di installazione, dato che l’assemblaggio dei cubi può essere realizzato già in magazzino, adattabilità ad ogni ambiente e comodità in termini di manutenzione e pulizia.

 

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numeroPhi

Temporary Agency UniCredit Easy Living per UNICREDIT  
del gruppo  numeroPhi 
(Adriana Camps Barragan, Ana Rita Carvalho, Carmen Silvia di Iasio,  Catia Rosso, Elisabetta Ghetti)                        

UniCredit Easy Living è una Temporary Agency che risponde al brief di UniCredit relativo allo studio di un’agenzia bancaria innovativa di 100mq. rivolta al segmento giovani, ma non esclusivamente: uno spazio dimostrativo - informativo e limitatamente operativo, con circolo di denaro mediante bancomat e con la presenza di due operatori/operatrici di supporto.

L'area ipotizzata dall’istituto bancario è in Via Tortona, “Design Districy” di Milano, ma lo spazio, pensato come temporaneo, vuole essere un format adattabile a diverse metrature, diversi parti della città, diverse città e che possa diventare definitivo qualora si riscontri la sua efficacia. L’idea di fondo è considerarla come un’area test, utile per sperimentare nuove modalità relazionali legate alla miglior fruizione dello spazio, adatta a presentare i prodotti e servizi più innovativi per i target di mercato più esigenti ed attenti.

L’esperienza in banca è spesso accompagnata a sensazioni di ansia e disagio, causate da spazi scomodi e poco accoglienti, difficoltà di comunicazione con il personale e attese spesso lunghe, in aree non strutturate.

Il concept intende portare la dimensione “casa” all'interno della Banca,  in uno spazio caratterizzato non tanto dalle forme, quanto dall'atmosfera e dal comfort dell'ambiente domestico. Uno spazio dove si può acquisire informazioni, trovare risposte a problemi ed esigenze, partecipare al lancio di nuovi prodotti e servizi finanziari per la clientela giovane e sentirsi supportati e sicuri in un luogo accogliente.
Il progetto propone un’innovazione profonda e più duratura nel tempo rispetto ad un’innovazione esclusivamente affidata al design interno dello spazio.

UniCredit Easy Living prevede due vetrine: una lascia intravedere l’interno dello spazio, l’altra è caratterizzata da un grande logo UniCredit rosso luminoso che attraversa la vetrina, che identifica e rende visibile lo spazio bancario.
Il logo esterno ha anche lo scopo di segnalare i Bancomat intelligenti che si trovano all’interno del temporary store: sono protetti da pareti curve in metacrilato che prevedono una parte scorrevole in corrispondenza dell’ingresso che permette l’uso diurno con accesso dall’interno dello spazio, e l’uso notturno con accesso esterno.

Particolare attenzione verrà riservata anche al tema dell’accessibilità, sia in senso lato rispetto alle agenzie tradizionali (no metal detector), sia rispetto alle persone diversamente abili.

La Temporary Agency presenta un'area fluida centrale che ospita la reception vicino all'ingresso e un'area attesa-relax al centro con postazioni internet ai lati.
La reception è concepita come un semplice desk cilindrico in metacrilato bianco utile come piano di appoggio per gli operatori e le operatrici che accolgono e offrono consulenza ai clienti.

L'area attesa offre divani bianchi comodi e componibili, tavolini color tortora circolari e lampade a terra e da tavolo color rosso.

L’area attesa in corrispondenza della vetrina esterna propone arredi sinuosi e arrotondati.
Le postazioni internet sono composte da poltrone di tessuto bianco e da tavolini che ospitano le stampanti.

La privacy è garantita dallo schienale alto delle poltrone e dalla disposizione nello spazio che le prevede rivolte verso la zona attesa.
Lo spazio è caratterizzato da tre lampadari scenografici di colore rosso in lastre di metacrilato, su disegno.
  
Le scelte cromatiche hanno privilegiato le tinte neutre del bianco e del tortora, fatta eccezione per tutti gli elementi illuminanti di forma circolare di colore rosso, forma e colore del logo. La luce così caratterizzata vuole diventare filo conduttore ed elemento identificatore degli spazi UniCredit.

Lo spazio è inoltre caratterizzato da una musica in sottofondo e da una leggera essenza profumata che creano ricordo sonoro e olfattivo, una “esperienza UniCredit”.
Nel temporary store si può bere un caffè o un bicchiere d’acqua, leggere giornali, consultare riviste, navigare in internet con il proprio pc utilizzando la rete wi-fi.

La composizione di pareti curve che all’ingresso ospita il bancomat  è riproposta alle spalle dell’area attesa per racchiudere una sala più privata, con arredi quasi da outdoor,  e i servizi igienici. Fa da sfondo all’intero spazio una parete in metacrilato con grafica che ricorda il giardino di casa. La pavimentazione è in gres porcellanato effetto legno.

Lo spazio, innovativo e molto tecnologico, è ovviamente wi-fi, valorizza le applicazioni per Smartphone finalizzate ai servizi bancari e propone un Blog per creare una Community dedicata ai clienti per ascoltare le loro esigenze e renderli protagonisti delle innovazioni della banca.

I prodotti commercializzati saranno prevalentemente carte di credito, carte prepagate, conti correnti a pacchetto, piani di risparmio, credito al consumo, ed altri da creare ad hoc: prodotti e offerte che si possono “confezionare a misura”.

Lo spazio progettato, oltre che offrire supporto e informazioni finanziarie, vuole valorizzare l’impegno che UniCredit ha nel campo artistico, ambientale, musicale, sociale, sportivo, letterario. Nella Temporary Agency si può consultare la collezione d’arte UniCredit in digitale, comprare biglietti per i vari eventi finanziati, leggere i libri pubblicati e la nuova rivista che la Temporary Agency si propone di lanciare, trovare informazioni su sponsorizzazioni sportive e assegnazione di borse di studio per l’estero, servizio che valorizza l’assetto internazionale di UniCredit.
Le informazioni sono anche proiettate su ampi schermi, ospitati all’interno di cornici, che ricordano i quadri appesi in un ambiente privato. 

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shockit

Shop in shop per FORESTI  del gruppo  Shockit Italian Design
(Antonia Rita Castagnella, Antonella Ciotola, Silvia Ghiretti,
Giulia Maggiorelli, Angela Marra, Mariacarla Panariello)

Il Gruppo Foresti Home Collection, editore di tessuti per arredamento, è presente in circa mille punti vendita multimarca. I prodotti vengono venduti al pubblico sotto forma di tendaggi e imbottiti già confezionati.
Il brief richiedeva un modulo espositivo per i campionari tessili di design che si differenzi nell’attuale scenario, che renda già a primo impatto visibile, identificabile e innovativa l’identità di marca in due tipologie di spazi: gli showroom/punti vendita multimarca, che potrebbero inserire l’espositore sia come arredo interno che in vetrina, e gli studi professionali di architetti e progettisti, che in genere riservano spazi più ridotti ai campionari.
Il modulo espositivo, che sarebbe presentato nello stand Foresti alla fiera specializzata Maison&Object di Parigi, ha inoltre l’obiettivo di caratterizzare il marchio come ricercato e innovativo nel settore tessile, sia agli occhi dei rivenditori/progettisti che agli occhi del grande pubblico, e di rendere il campionario trasportabile e manovrabile, con un display non invasivo che si adatti a spazi diversi.
Lo scenario attuale vede i campionari tessili esposti in arredi interni di forme e cromie neutre, prevalentemente intre modalità: espositori a stender per tirelle, espositori a scaffale per mazzette, pezze e rotoli, corner con ambientazioni arredate (divani imbottiti, poltrone, letti addobbati con cuscini e tessuti vari). In un medesimo punto vendita coesistono almeno due delle tre modalità.

Tre i concept sviluppati,  che tengono presenti gli elementi di brand identity ricercatezza, qualità, eleganza, esclusività, prestigio,  e inoltre multifunzionalità, creazione dell’aspettativa e della scoperta ed marketing sensoriale. I tre oggetti possono interagire ed essere contemporaneamente presenti in uno spazio espositivo, stand o showroom.
 

  1. Pouf!: il concept progettuale vuole stimolare l’apparato visivo e tattile del cliente, coinvolgendolo e inducendolo a sperimentare la bellezza e finezza dei tessuti Foresti. Nella scelta di una forma attraente, che inviti l’osservatore ad avvicinarsi e toccare, il progetto è ispirato alle forme del bocciolo, del fiore che si sta per schiudere petalo dopo petalo, ed è interpretato nell’ambito tessile sotto forma di morbido pouf imbottito che funge anche da espositore. E’ rivestito con tessuti Foresti recuperati, e in particolare il rivestimento laterale è costituito da tagli di tessuto cuciti a plissè che richiamano l’idea del petalo e della relativa texture. Diventa un packaging che presenta il prodotto-tessuto in tutte le sue caratteristiche, anche volumetriche, costituisce memoria storica di collezioni passate da “sfogliare” nelle “pagine” plissettate, può diventare un oggetto vetrina. La struttura interna è in multistrato di faggio, l’imbottitura in poliuretano espanso a intensità differenziata.

I successivi due concept sono ispirati ai rompicapo lignei a incastro giapponesi e agli scrigni portagioie.

Il risultato progettuale è un contenitore-espositore in bilaminato lucido nero e bianco, con logo stampato su pvc adesivo e struttura a cassetti, ante e porta-tirelle. Da chiuso è di grande impatto visivo e veicola il marchio, da cui la scelta cromatica a contrasto bianco-nero. La medesima è anche studiata per far risaltare i colori dei tessuti del campionario una volta che il contenitore viene aperto. Le forme rettangolari con giochi a incastro sono dotate di una varietà di moduli contenitori tutti da scoprire, da aprire per stimolare il gusto della ricerca/scoperta e rafforzare il valore del prodotto rispetto ai campionari esposti negli “spazi comuni”.
Questo contenitore è stato declinato in due concept affini che si differenziano per come l’oggetto occupa e si relaziona con lo spazio in cui è inserito.

2. Kigumi: l’espositore è costituito da tre corpi aggettanti assemblati seguendo angoli e giaciture diverse, a formare un contenitore che è anche oggetto-scultura per come occupa lo spazio con la sua inclinazione obliqua. L’ispirazione proviene dalla tipica tecnica di falegnameria a incastro giapponese, i singoli elementi sembrano indipendenti e scomponibili ma sono un insieme indivisibile. Per interagire con l’oggetto è necessario aprire e chiudere i vani-contenitore.

3. Shockube: l’espositore chiuso è un parallelepipedo pieno, un gioco compatto di linee perpendicolari che una volta aperto propone una varietà di possibili livelli di espansione in base a quanti e quali ante o cassetti vengono aperti. Sono presenti due diversi meccanismi di apertura dei vani contenitore, e l’alternanza dei due aggiunge movimento e varietà al contenitore aperto. Ciascun vano può essere aperto per il tempo strettamente necessario a esibirne i contenuti e poi richiuso per mantenere il volume iniziale, oppure lasciato aperto con i contenuti a vista, e diventa uno strumento con cui il rivenditore può interpretare ed arricchire il proprio spazio in modo personalizzato.

 

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play5

Shop in shop per CESANA  del gruppo  PLAY5
(Massimo Brizzi, Francesco Cardelli,  Flavio Moreira Helton, Rosaria Salvatore, 
Fabio Soana)

Il brief prevedeva l’ideazione di una nuova modalità espositiva che distinguesse i prodotti Cesana all’interno di uno showroom multimarca.

Il concept propone un nuovo modulo espositivo, morfologicamente camaleontico, che mediante un sistema combinato di telai incernierati , pedana allungabile e pannellature variabili per dimensioni e materiale, può assumere differenti configurazioni.
 
Innovativi requisiti di trasformabilità, flessibilità, e ottimizzazione della logistica hanno guidato la progettazione di un modulo unico che  riunisce in sé le tre tipologie dimensionali esistenti e permette contemporaneamente l’esposizione di più elementi.

La modularità e la flessibilità, fondamentali caratteristiche della cabina doccia, che si adatta a spazi dedicati diversi con soluzioni sempre idonee, diventa principio fondante della modalità espositiva Cesana: l’espositore può essere assemblato in funzione dell’ambiente in cui andrà ubicato, della particolarità del prodotto e dell’importanza dello spazio di vendita, con disposizione planimetrica e dimensionale adattabile a diversi contesti.

L’ipotesi progettuale prevede uno spazio di circa 30 mq in cui esporre nove prodotti scelti tra i più venduti e i prodotti icona.

Il modulo crea uno spazio articolato in percorsi definiti dalle diverse configurazioni dei pannelli espositivi, e il visitatore si muove liberamente alla scoperta del prodotto.
  
Le pareti del modulo si animano di sagome bidimensionali applicate, che raffigurano gli elementi presenti in un ambiente bagno, ed evidenziano la cabina doccia come unico elemento tridimensionale reale.

L’impiego di pannelli in metacrilato lucido, con applicazione di sagome in materiale plastico adesivo, permette di creare ambienti suggestivi in cui gli specchi illustrano i valori tecnici del prodotto esposto e gli arredi dialogano quasi ironicamente con le cabine doccia.


Non si tratta di un’ambientazione bagno tradizionale ma di quinte teatrali che assumono ruolo scenografico e rendono la cabina doccia protagonista dello spazio, con un’identità specifica nell’essenzialità dei suoi materiali e delle sue forme.